Cosa succede durante una CTU

Guida chiara alla consulenza tecnica d’ufficio

Entrare in una CTU psicologica può suscitare ansia, dubbi e una certa sensazione di esposizione.

Molte persone arrivano al primo incontro con il timore di essere giudicate, messe alla prova o “valutate” come persone. È una reazione comprensibile, soprattutto quando la consulenza si inserisce in un momento delicato della propria vita: una separazione, un conflitto familiare, una richiesta di affidamento, una situazione di danno psichico o un procedimento legato al lavoro.

È importante però chiarire un punto: la CTU psicologica non è una terapia e non è un esame da superare.
È una valutazione tecnica richiesta dal giudice per comprendere meglio alcuni aspetti psicologici e relazionali rilevanti all’interno di un procedimento.

Cos’è una CTU psicologica

La CTU, cioè Consulenza Tecnica d’Ufficio, viene disposta dal giudice quando servono competenze specialistiche per approfondire questioni che non possono essere comprese solo attraverso gli atti legali.

Il CTU, Consulente Tecnico d’Ufficio, è il professionista nominato dal giudice e ha il compito di raccogliere elementi utili alla decisione.

In ambito psicologico, il CTU può essere chiamato a valutare, ad esempio:

  • il funzionamento psicologico delle persone coinvolte;
  • le dinamiche relazionali e familiari;
  • la relazione genitore-figlio;
  • l’eventuale presenza di fragilità, risorse o difficoltà emotive;
  • le conseguenze psicologiche di un evento traumatico, lavorativo o relazionale.

La CTU non serve a stabilire “chi ha ragione” o “chi ha torto” in senso morale.
Serve piuttosto a portare maggiore chiarezza su aspetti complessi, offrendo al giudice una lettura tecnica e psicologica della situazione.

Il ruolo del CTP

Durante una CTU, la persona coinvolta può essere affiancata da un CTP, cioè Consulente Tecnico di Parte.

Il CTP non sostituisce il CTU e non dirige la valutazione. Il suo compito è diverso: segue le operazioni peritali, tutela il corretto svolgimento del percorso dal punto di vista tecnico e aiuta la parte a comprendere meglio le fasi della consulenza.

Può inoltre formulare osservazioni, proporre approfondimenti e offrire un supporto professionale nel leggere ciò che accade durante la valutazione.

Per molte persone, sapere di poter contare su una figura tecnica di parte aiuta a sentirsi meno sole e più orientate in un percorso che, spesso, appare complesso e carico di implicazioni emotive.

Come si svolge una CTU psicologica

Una CTU psicologica non si esaurisce quasi mai in un solo incontro. Di solito si sviluppa in più momenti, che possono variare a seconda del quesito posto dal giudice e della complessità del caso.

Il percorso può includere:

  • colloqui individuali;
  • colloqui con i genitori o con le parti coinvolte;
  • osservazioni delle interazioni familiari;
  • eventuali incontri con i minori;
  • somministrazione di test psicodiagnostici;
  • analisi della documentazione clinica, sociale o scolastica;
  • confronto con servizi, specialisti o altre figure già coinvolte.

Ogni passaggio contribuisce a costruire una valutazione complessiva.
Per questo è importante non pensare alla CTU come a un singolo momento decisivo, ma come a un processo che prende forma progressivamente.

Cosa osserva lo psicologo durante la CTU

Una delle domande più frequenti è: “Cosa viene valutato davvero?”

Nella CTU non si cercano risposte perfette. Non esiste una frase giusta da dire o un comportamento ideale da imitare.

Il professionista osserva soprattutto il funzionamento della persona: il modo in cui racconta la propria storia, riconosce le emozioni, gestisce il conflitto, si relaziona agli altri e mantiene coerenza tra ciò che dice e ciò che mostra.

Possono essere osservati, ad esempio:

  • la capacità di riconoscere e comunicare le proprie emozioni;
  • il modo di affrontare tensioni e disaccordi;
  • la qualità delle relazioni significative;
  • la disponibilità alla collaborazione;
  • la capacità di riflettere su di sé e sull’altro;
  • le risorse personali e le eventuali fragilità.

La CTU non fotografa soltanto ciò che una persona dice in un incontro. Cerca piuttosto di comprendere come quella persona funziona nel tempo, nelle relazioni e nelle situazioni di stress.

Non è una prova da superare

Un errore molto comune è vivere la CTU come una prestazione.

In realtà, cercare di apparire “perfetti” o controllare eccessivamente la propria immagine può risultare poco utile. A volte, proprio il tentativo di mostrarsi sempre adeguati rischia di rendere meno autentica la comunicazione.

Questo non significa presentarsi senza preparazione o sottovalutare il percorso. Significa, piuttosto, comprendere che la CTU non richiede una recita, ma una partecipazione seria, collaborativa e il più possibile autentica.

Non serve convincere il CTU.
Serve permettere al CTU di comprendere meglio la propria posizione, la propria storia e il proprio funzionamento.

La dimensione relazionale

Un aspetto spesso sottovalutato riguarda il modo in cui la persona sta nella relazione durante la CTU.

Non conta solo ciò che viene raccontato, ma anche come ci si pone: con il CTU, con l’altra parte, con i figli, con eventuali servizi coinvolti.

Vengono osservati anche il modo di gestire le divergenze, la capacità di ascolto, la reazione alle frustrazioni, la disponibilità a considerare punti di vista diversi dal proprio.

Questo è particolarmente importante nelle CTU che riguardano separazioni, affidamento dei minori e conflitti familiari, dove la qualità delle relazioni ha un peso centrale nella valutazione.

Cosa può aiutare ad affrontare meglio una CTU

Comprendere la natura della CTU può già ridurre una parte dell’ansia.

Alcuni punti possono essere utili:

  • la CTU è un processo, non un singolo colloquio;
  • non si tratta di dare risposte perfette;
  • è importante mantenere un atteggiamento collaborativo;
  • è utile essere chiari, coerenti e autentici;
  • è importante non confondere la CTU con uno spazio terapeutico;
  • può essere utile farsi affiancare da un CTP quando la situazione è complessa.

La preparazione migliore non consiste nell’imparare cosa dire, ma nel comprendere il contesto, il proprio ruolo e il significato delle diverse fasi della valutazione.

In sintesi

La CTU psicologica è uno spazio tecnico di osservazione e valutazione, richiesto dal giudice per approfondire aspetti psicologici e relazionali rilevanti.

Non è una terapia, ma non è nemmeno una prova da superare.
È un percorso strutturato in cui, incontro dopo incontro, vengono raccolti elementi utili a comprendere meglio il funzionamento della persona, delle relazioni e della situazione oggetto del procedimento.

Affrontarla con maggiore consapevolezza può aiutare a ridurre l’ansia e a partecipare al percorso in modo più chiaro, collaborativo e autentico.

Hai bisogno di supporto durante una CTU?

Affrontare una CTU può essere complesso, sia dal punto di vista emotivo sia dal punto di vista tecnico.

Se desideri un confronto o hai bisogno di un supporto come CTP, Consulente Tecnico di Parte, puoi richiedere informazioni tramite la sezione contatti.